“Istruitevi perché abbiamo bisogno di tutta la nostra intelligenza.

Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.

Organizzatevi perché abbiamo bisogno di tutta la nostra forza

 

                                                                                    Antonio Gramsci

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Casella di testo: Ultimo numero di Gramsci oggi Dicembre 2016

Gramsci oggi

Antonio

Rivista di politica e di cultura della sinistra di classe

IL NO HA VINTO! È UNA GRANDE VITTORIA,

MA LA BATTAGLIA NON È FINITA.

 

di Vladimiro Merlin

 

La vittoria è stata ampia, netta, in parte inaspettata, soprattutto perché l’interminabile campagna elettorale, durata 4 mesi, messa in campo da Renzi e dal suo governo, giovandosi di enormi risorse economiche e mediatiche e con fortissimi appoggi internazionali, sembrava essere riuscita, negli ultimi tempi, a convincere/confondere molte persone, anche di sinistra.

 

Invece la grande vittoria del NO, così come si è concretizzata, consente di respingere non solo il tentativo di modificare in senso negativo la Costituzione, ma anche di impedire il consolidarsi nel nostro paese di un sistema politico autoritario ed accentrato su di una persona (una forma mascherata di presidenzialismo).

 

Questo sarebbe stato il risultato della vittoria del SI combinato con la legge elettorale, l’Italicum, che determinava l’elezione diretta del presidente del consiglio (dato che ogni partito avrebbe dovuto designare esplicitamente un “capo”), rendendo di fatto “obbligata” e “scontata” la scelta del Presidente della Repubblica che non poteva in quel caso che essere un puro ratificatore del risultato del ballottaggio.

 

Le “presunte” modifiche all’Italicum, promesse in caso di vittoria del SI, anche se avessero eliminato il ballottaggio sostituendolo con un’altra modalità per determinare il premio di maggioranza, non prevedevano la modifica  dell’indicazione del “capo”.

 

Per la seconda volta, dopo il tentativo di Berlusconi, nel 2006, anch’esso bocciato da un referendum, viene respinto il tentativo di modificare la Costituzione del nostro paese ed il nostro sistema democratico sulla base della convenienza di chi in quel momento governa e, soprattutto, degli interessi dei poteri economici forti nazionali ed internazionali.

 

Gli schieramenti nelle due occasioni si sono modificati, o meglio, in parte, ribaltati, ma le contraddizioni interne a chi vuole fare arretrare gli assetti costituzionali e democratici dell’Italia sono utili se consentono di battere simili disegni.

 

Noi, infatti, non dimentichiamo che la “deforma“ di Renzi e lo stesso Italicum furono discussi e concordati

(Continua a pagina 2)