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nel giro di due ore, i politici occidentali e i loro media scagnozzi, sono riusciti a ottenere: i risultati di un esame medico-legale non ancora effettuato, a condurre un’indagine, a incolpare Mosca e a emettere un verdetto. Una reazione così rapida e uguale per tutti significa che era stata preparata per tempo. La morte di una persona è sempre una tragedia. Ci chiediamo perché per la Casa Bianca, per il Dipartimento di Stato la morte di un cittadino russo in una colonia penale russa si sia rivelata molto più importante e sia sembrata più terribile della morte di un cittadino americano, il giornalista Gonzalo Lira, che è stato torturato a morte in una prigione ucraina?” Infatti di questa morte, in Occidente, nessuno ne ha parlato, ovviamente nemmeno in Italia, perché non serviva per il losco scopo di far cadere Putin e avrebbe messo in luce la vera natura nazista del regime ucraino che loro foraggiano, contro gli interessi del popolo italiano.

 

 

 

Appello rivolto ai militanti comunisti.

Gli agricoltori bloccano il paese contro le politiche predatorie della UE, gli operai della Mirafiori di Torino da diversi giorni manifestano, con scioperi spontanei, contro lo smantellamento della produzione di auto da parte della dirigenza di Stellantis, gli scioperi per il lavoro, la salute, la sicurezza ed il futuro dell'ex Ilva di Taranto dove sono a rischio oltre diecimila posti di lavoro. 

Sono tre eventi separati ma importanti. Sono il segno che i lavoratori sono stanchi e si stanno ribellando.

Tutto il Paese è scosso da azioni di protesta di lavoratori, studenti, comitati di cittadini che chiedono pace, lavoro, salari dignitosi, giustizia, salute. Se le giuste lotte dei lavoratori si unificassero in un’unica grande lotta, se i lavoratori avessero la possibilità di squarciare il velo dell’ipocrisia capitalista con il quale vogliono farci credere che questo sia l’unico mondo possibile che non esista nessuna alternativa.

Se tutto ciò avvenisse tutto cambierebbe.

Il mondo sta già cambiando, la globalizzazione capitalista, questo mondo unico e perfetto che ci hanno dipinto in questi anni, sta crollando attraversata da crisi di produzione di mercato e da guerre devastanti. Un altro mondo si sta affermando, un mondo multipolare e antimperialista fatto di nazioni indipendenti di collaborazioni e scambi paritari.

Il mondo sta già cambiando, il nostro popolo, i lavoratori insorgono: noi comunisti abbiamo il dovere di essere in prima fila con le lotte, di sostenerle perché giuste, sacrosante! Perché noi, comunisti, possiamo indicare alle lotte una soluzione una prospettiva comune: una società libera dallo sfruttamento delle persone e della natura, il Socialismo.

Noi siamo il Movimento per la Rinascita Comunista siamo nati per volontà di militanti comunisti di tutto il territorio italiano che hanno deciso di rompere e invertire la deriva scissionista e revisionista che ha segnato la storia del movimento comunista italiano dalla Bolognina in poi.

Nasciamo unendoci dal basso e non come accordo tra gruppi dirigenti, ci unisce una base comune ideologica forte e la comunanza di intenti e una grande solidarietà tra di noi e verso i lavoratori tutti.

La nostra nascita non è la conclusione di un percorso ma l’inizio di qualcosa di nuovo, di inedito: ricostruire l’organizzazione marxista, leninista, gramsciana forte, autonoma espressione diretta dei lavoratori (dovunque collocati), legata ai valori costituzionali antifascisti e al tempo stesso rivoluzionaria perché vuole cambiare lo stato delle cose presenti.

Ora, nel tempo in cui tutto sta cambiando, nel tempo in cui anche in Italia i lavoratori, gli studenti e i cittadini rialzano la testa e cominciano a lottare per i propri diritti c’è bisogno di un’organizzazione comunista che unifichi le lotte e indichi le alternative.

Vi sono piccoli partiti comunisti sempre più consumati dalle loro crisi politiche, teoriche, organizzative, guidati da padri padroni che con il loro oscuro e dittatoriale modo di dirigere sconfessano la stessa natura comunista dei loro partiti; vi sono gruppi dirigenti di questi partiti palesemente non all’altezza del loro compito, che sembrano soltanto passivamente assistere alla perdita continua di iscritti, militanti e ruolo sociale e politico; tutto ciò spinge migliaia e migliaia di compagne  e compagni all’abbandono della militanza e della speranza.

Lanciamo un appello a tutti i comunisti ovunque collocati, soli o in comitati, ai dirigenti territoriali dei partiti comunisti ancora in vita: non disperdiamoci in mille rivoli inefficaci, parliamoci, costruiamo insieme la nuova organizzazione il nuovo Partito Comunista forte, radicato, rivoluzionario. Noi di MpRC siamo pronti: costruiamo insieme azioni di mobilitazione e di lotta, costruiamo insieme la nostra futura casa comune.

Noi ci siamo!

Contattateci: movimentorinascitacomunista@gmail.com

9 febbraio 2024

La segreteria nazionale MpRC

 

 

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