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Luglio 2025 |
Appello per fermare il genocidio in Palestina
L’appello promosso da oltre 100 rappresentanti del mondo delle fabbriche e del lavoro, da sindacalisti, dirigenti politici, intellettuali, docenti universitari, religiosi, associazioni e movimenti, attivisti, giornalisti, organi di informazione e controinformazione, per rilanciare la mobilitazione popolare a fianco del popolo palestinese e delle lotte della Resistenza palestinese, per fermare il genocidio messo in atto da Israele e dal regime sionista, con la complicità di Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito, ponendo fine all’aggressione e all’occupazione, anche attraverso l’intervento diretto dell’Onu, con l’invio dei caschi blu nella striscia di Gaza. Un obiettivo di non facile attuazione, ma che doverosamente andrebbe perseguito e che finora i governi occidentali hanno completamente e colpevolmente rimosso. Una petizione per porre fine ad un orribile e vile crimine di massa, facendo emergere contraddizioni e responsabilità. È possibile aderire all’appello attraverso il seguente link: bit.ly/AppelloONU oppure scrivere a: appelloonu@gmail.com
Un grande fronte di massa e di popolo a fianco del popolo palestinese! Fermiamo dalle piazze e con la lotta il genocidio di Israele!
L’orrore scientemente disseminato da Netanyahu a Gaza è il più grande e disumano di tutta la storia successiva alla Seconda guerra mondiale. È genocidio, e chi ancora lo nega si fa complice dell’utilizzo cinico, da parte di Israele, dell’orrendo Olocausto nazista al fine di proseguire il proprio Olocausto contro il popolo palestinese. La Nakba, l’Esodo, la Catastrofe del popolo palestinese sotto i fucili sionisti è proseguita ogni giorno sino ad ora, senza interruzioni: a Gaza, in Cisgiordania, in ogni Territorio palestinese le forze armate sioniste sostenute dagli Usa e, da tempo, dall’Unione Europea, hanno versato tutto il sangue palestinese possibile, hanno portato ad ogni palestinese, ad ogni famiglia, ad ogni uomo, donna, bambino della Palestina sofferenze indicibili, che raramente i popoli del mondo hanno subito così a lungo, per decenni e decenni. Quasi gli interi territori palestinesi sono stati occupati dalla barbarie sionista. E l’attuale genocidio di Gaza altro non è che il prolungamento del Terrore che sin dagli anni ’40 Tel Aviv ha imposto sulla Palestina. Attraverso i fiumi di sangue palestinese versato, i governi e gli eserciti di Israele hanno finito per indossare le stesse divise brune dei carnefici che condussero l’Olocausto. In quest’ultima fase di guerra, massacri e distruzione, Israele ha deliberatamente assassinato a Gaza più di 60 mila palestinesi, di cui oltre 20mila bambini, con circa 140mila feriti, mutilati. Ma molte agenzie internazionali parlano ormai, unanimemente, di oltre 120mila morti palestinesi, se si considerano tutte le vittime delle malattie, della povertà estrema, dell’esodo di massa senza più tetto e pane che ha provocato la guerra sionista, una guerra di sterminio che ha fatto sì che quasi l’intera popolazione di Gaza (1,9 milioni di persone su 2,2 milioni) abbia dovuto abbandonare la propria casa per ammassarsi in aree ristrette, prive di riparo, senza alimenti e senza acqua, nel freddo e nel fango, con gran parte delle strutture ospedaliere distrutte, con l’assassinio di centinaia di operatori sanitari e di medici, in buona parte legati all’Organizzazione Mondiale della Sanità: una crisi umanitaria di proporzioni catastrofiche. E se tutta la lunga fase che va dall’invasione sionista sino ad aprile/maggio 2025 è stato, per il popolo palestinese gazawi, un inferno quotidiano, da fine maggio 2025 sino ad oggi i sionisti hanno deciso di gettare l’ultima maschera e di agire alla luce del sole come assassini seriali, affinando, e praticando, la strategia della Soluzione Finale contro il popolo palestinese. Nel maggio 2025 il governo di Israele, con l’appoggio statunitense e, sul territorio di Gaza, dei contractor privati nordamericani, strappa dalle mani dell’Onu la gestione della distribuzione del cibo, dell’acqua e dei farmaci e di ogni altro aiuto giunto dal mondo per il popolo palestinese ormai in totale diaspora, affidando ad una stessa organizzazione sionista (la Gaza Humanitarian Foundation, Ghf) la distribuzione degli aiuti umanitari e, con questo gesto golpista, Tel Aviv, apre una nuova fase del suo inferno di guerra. La “distribuzione” dei beni per la sopravvivenza, per la Ghf, diviene la fucilazione sul posto dei palestinesi in fila per un sacchetto di farina: un “tiro al piccione” spesso avvenuto tra le risa degli assassini. Forse solo ad Auschwitz, a Dachau, l’umanità ha toccato un tale fondo d’orrore e di buio della civiltà. Dal primo giugno 2025 sino ad ora, fine luglio 2025, dalla prima “strage delle file”, a Rafah, passando per la strage al Campo di Nuseirat, i miliziani sionisti della Ghf hanno ammazzato, lungo le file, più di mille palestinesi, di cui oltre 300 bambini. Ciò che raccontano in questi giorni i palestinesi di Gaza non appartiene più all’umano, ma alla bestialità nazifascista: “Moriamo di fame e di sete – ci narrano attraverso i resoconti della stampa internazionale – vaghiamo come zombie tra le case distrutte, tra la polvere e le macerie, la lunga privazione del cibo e dell’acqua ci ottunde i pensieri, giriamo senza meta e senza capire più (Continua a pagina 2) |